N. 68 – (Spot televisivi che ammazzano l’Italia)

Io mi azzardo sempre a scrivere pensieri che appaiono quasi indifendibili. Ma credo in quello che scrivo e mi pare impossibile che la gente non noti quello che noto io. Eppure e’ necessariamente cosi’, la maggior parte della gente e’ attratta da blog scritti o da politici o da pool di autori professionisti che si nascondono dietro personaggi inventati (tipicamente donne infuriate e frustrate). Ma torniamo a noi.

L’argomento indifendibile che voglio trattare e’ lo spot di Fiorello sul contratto di apprendistato, visibile qui. Non esito a dire che si tratta di un vero spot ammazza-Italia. Basta guardarlo con gli occhi di un 18enne, ovvero le persone a cui lo spot e’ rivolto. Gli occhi di un 18enne vedono un 50enne di successo, ricco, famoso, bello, che parlando di lavoro ai giovani – con il bollino del Ministero del Lavoro – ironizza come un idiota sul fatto di non ricordarsi in cosa si e’ laureato. E infatti Fiorello non e’ laureato. Mi chiedo quanti 18enni, vedendo spot di quel tipo, decidano di non fare l’universita’. Mentre l’Italia e’ gia’ il paese meno colto e preparato d’Europa, con 220mila laureati all’anno contro i 538mila della Germania (fonte OCSE 2009).

Per uno spot del genere, credo che il Ministro dell’Universita’ e della Ricerca Profumo avrebbe dovuto dimettersi, se non avesse altro a cui pensare, visto che e’ caduto il governo. Del resto l’ho detto, sostengo opinioni indifendibili, molto meno interessanti dei blog scritti da finte donne frustrate.

(Nota: Fiorello e’ un professionista di alto livello e nella realta’ ha avuto il buon gusto di rifiutare una laurea ad honorem.)

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1 Comment

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One Response to N. 68 – (Spot televisivi che ammazzano l’Italia)

  1. Paola

    L’emozione che mi lascia questo spot è la tristezza.
    A livello comunicativo, propone il nichilismo e la sfiducia.
    Che senso ha l’impegno se poi i modelli vincenti sono altri?
    Sono convinta del fatto che oggi chi più sconta la sostanziale assenza di futuro e di speranza nel cambiamento siano i giovani. Contagiati dall’impotenza, assistono allo scorrere delle loro vite con i sogni che si frantumano uno dopo l’altro.
    Perché investire nel futuro, nello studio, in un progetto, se poi le aspettative vengono mortificate?
    Qualcuno già ha parlato di società liquida.
    Il bel tempo arriverà?

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