Oggi il giornale inglese Times ha definito Roma “la citta’ piu’ pericolosa d’Europa”. Il motivo esiste ed e’ solido. Tre sere fa, all’una di notte, trenta italiani hanno messo in atto un raid paramilitare contro un pub nel pieno centro storico di Roma, frequentato da inglesi. Vedette nella piazza, uscite del pub transennate per impedire la fuga alle vittime, spranghe di ferro e coltelli. Una cosa pazzesca. I testimoni affermano che gli agenti della polizia municipale sono scappati perche’ impotenti, che il 112 non rispondeva al telefono e che le volanti del 113 sono arrivate dopo mezz’ora quando tutto era finito (fonte Repubblica). Ovviamente spero che non sia vero: sarebbe come dire che la polizia di Londra ci mette mezz’ora per presentarsi a Trafalgar Square.
Che Roma stia avendo una deriva violenta e’ sicuramente vero. Ma questo caso e’ particolare: in questo caso si sta dando la giusta rilevanza al caso, solo perche’ i giornali stranieri e le federazioni sportive europee stanno premendo sull’Italia. Si ha la sensazione che in questo paese si faccia qualcosa solo quando dall’estero ci spingono a farlo. Avviene nell’economia come nella lotta al crimine. Se un problema ha poca visibilita’ all’estero, si tende a minimizzarlo perche’ viviamo nel Bel Paese. Un’indifferenza tragica.
